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Chiostro
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I primi esempi di chiostri si trovano in edifici usati da monaci dell'mwiaordine di San Benedetto o loro derivazioni, durante il mwiqmedioevo. Anche altri mwigordini religiosi monastici o non monastici possono costruire o usare chiostri; in alcuni casi possono assumere forme e collocazioni inusuali a seconda delle necessità della comunità che lo usa.
Contents
• Note
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Etimologia
Il chiostro come edificio specializzato non è esplicitamente menzionato dalla mwjgregola di San Benedetto, al contrario della maggioranza degli edifici che compongono un monastero.
L'identificazione del mwlqclaustrum con il termine italiano moderno "chiostro", cioè un cortile attorno a cui si dispongono tutti gli altri elementi costituenti l'abbazia (mwlgchiesa, mwlwsala capitolare, mwmalavabo etc), è posteriore. Il motivo di questa identificazione è probabilmente la centralità dell'edificio, sia in senso architettonico - tutti gli edifici monastici si articolano intorno al chiostro - sia nel senso della grande importanza di questo spazio nella vita monastica.
Il tedesco mwmgKloster significa "mwmwconvento" o "monastero", l'inglese mwnacloister ha come primo significato mwnqclausura. La parola è di conseguenza usata in numerose espressioni che alludono mwngantonomasticamente alla vita religiosa (la vita "claustrale" - ritirarsi all'ombra del "chiostro")
Struttura architettonica
Il chiostro, che ricorda molto il mwoqperistilio dell'mwogarchitettura romana, è caratterizzato da uno spazio a cielo aperto, generalmente quadrato o rettangolare, circondato su più lati da corridoi coperti, che si aprono sullo spazio centrale con una serie di arcate. Nonostante le analogie in pianta il tipo architettonico del chiostro si differenzia nettamente da quello del mwowquadriportico, molto diffuso nell'mwpaarchitettura romana e mwpqpaleocristiana.
Elementi distintivi del chiostro in Occidente sono infatti la separazione fisica dei corridoi coperti dallo spazio mwpwsub divo mediante muretti bassi con pochi accessi ottenuti con interruzioni del muretto, e la conseguente riduzione della luce libera delle arcate, sostenute da colonnette di altezza ridotta. Intorno al chiostro si dispongono in relativa libertà gli altri edifici necessari alla vita dei monaci.
Generalmente la mwqqchiesa (orientata sull'asse est-ovest) copre con le sue strutture più alte degli altri corpi di fabbrica il lato nord, proteggendo il chiostro dai venti invernali; le porte di accesso alla chiesa si aprono quindi alle due estremità del lato nord, quella ad est è generalmente la più frequentata, quella ad ovest usata per entrare processionalmente in occasioni particolarmente solenni. La sala capitolare è frequentemente disposta sul lato est, il più vicino possibile al mwqgcoro della chiesa; su questo lato si trovano gli altri locali di raduno; il mwqwlocutorium, il locale riscaldato, ecc.
Sul lato opposto alla chiesa si apriva generalmente il mwrqrefettorio, all'esterno del quale, spesso in un angolo del colonnato, si trovava il lavabo. Spesso un mwrggiardino veniva ricavato nella superficie a cielo aperto al centro del chiostro; dove l'approvvigionamento idrico era problematico vi si costruiva spesso, secondo il modello mwrwromano, una mwsacisterna per l'acqua piovana nel sottosuolo, che veniva alimentata dalle grondaie. Poiché gran parte della vita dei monaci veniva trascorsa nel chiostro, in quanto non era permesso rimanere nel dormitorio né negli altri edifici di servizio fuori dalle ore stabilite, i corridoi erano usati per leggere, talvolta come mwsqscriptorium, vi si trovava il seggio dell'mwsgAbate (in genere nel lato nord, il più solatìo) e quello del priore dei mwswnovizi. In alcuni monasteri le tombe degli abati si trovavano nei corridoi del chiostro, o (come a Villers) nello spazio mwtqsub divo.
Vi sono abbazie di grandi dimensioni in cui si trovano esempi di chiostri a più livelli, o più di un chiostro. Nell'architettura rinascimentale e barocca il chiostro non perse di importanza e anzi si caratterizza come uno degli elementi più stabili dal punto di vista architetturale.
Guillaume Durand de Mende (mwuaGuglielmo Durante), giurista e mwuqvescovo del mwugXIII secolo, nel suo mwuwManuale per comprendere il significato simbolico delle cattedrali e delle chiese, scrisse: "Il chiostro, come afferma Riccardo, vescovo di mwvaCremona (mwvqin Mitrali), ha preso la sua origine dal luogo ove vegliavano e dormivano i mwvgleviti, intorno al mwvwtabernacolo, o dal mwwasagrato dei preti, o dal portico che era davanti al mwwqtempio di Salomone. Il Signore comandò infatti a mwwgMosè di non contare i leviti nel mwwwcensimento che egli fece della moltitudine del popolo, ma di assegnarli al tabernacolo della testimonianza, per portarlo e sorvegliarlo. A causa di questo precetto del Signore i mwxachierici, nella chiesa, devono essere separati dai laici mentre essi celebrano i santi misteri.[....] Infine, come il tempio rappresenta la Chiesa trionfante, così il chiostro è la figura del Paradiso celeste, dove si avrà un solo e un unico cuore nell'amore e nella volontà di Dio e dove si possederà tutto in comune, perché ciò che uno avrà in meno in se stesso, si rallegrerà di averlo in un altro, giacché Dio sarà tutto per tutti".cite-ref-1[1]
Galleria d'immagini
Note
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikizionario
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itchiostro, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) cloister, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftreccani-chiostroChiostro, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.